Spettroscopia


 

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Fra le varie attività svolte dai membri dell'I.M.T.N. c'è anche la ripresa degli spettri di meteore e bolidi. Come è noto, facendo passare la luce di una sorgente attraverso un prisma o un reticolo di diffrazione (più in generale uno spettroscopio), si ottiene un cosiddetto spettro.
Questo spettro non è altro che la scomposizione della luce della sorgente in tutte le sue componenti fondamentali che vanno dalle lunghezze d'onda  più basse (colore blu-violetto) alle più alte (colore rosso). Nel caso delle stelle questo spettro si presenta generalmente come una variazione continua di colore intervallata da bande o righe scure.

La misura della posizione di queste righe scure ci permette di scoprire quali elementi chimici costituiscono l'atmosfera della stella osservata. Quando la luce della stella attraversa gli strati alti dell'atmosfera della stella stessa oppure eventuali nubi di gas lungo la linea di vista fra noi e la stella, questi gas "assorbono" la luce a ben determinate lunghezze d'onda, ognuna delle quali associata ai vari elementi chimici. In questo coso otteniamo quindi il cosiddetto "spettro di assorbimento".

 

Nel caso delle meteore o dei bolidi invece, poiché durante il surriscaldamento dovuto all'attrito con l'atmosfera terrestre del meteoroide, si forma una bolla di gas incandescente intorno ad esso, lo spettro che vediamo sarà composto soltanto da delle righe di emissione posizionate a ben determinate lunghezze d'onda caratteristiche del tipo di elemento chimico del quale è formato tale gas. Vedremo in questo caso uno "spettro di emissione".

 

Ottenere quindi uno spettro (di emissione o di assorbimento) è un po' come avere la carta d'identità della sorgente. Possiamo stimarne infatti la composizione chimica. Di seguito si può vedere uno spettro ottenuto da una stazione osservativa I.M.T.N. releativo ad un bolide. Nella tabella sono riportati alcuni degli elementi chimici che potrebbero essere all'origine di tali righe di emissione.

 

Allo studio spettroscopico poi, nei casi più fortunati, se 2 stazioni riprendono la stessa meteora, si aggiunge anche la possibilità di triangolare e quindi dedurre l'orbita dell'oggetto, elemento in più per eventuali studi circa l'origine della meteora.

Immagine ripresa dalla stazione OAMH2 in località Scandicci (FI).
Telecamera dotata di reticolo di diffrazione.

Immagine ripresa dalla stazione OAMH3 in località Pontedera (PI).
Telecamera senza filtro.

 

Chi fosse interessato ad avere maggiori informazioni sulla spettroscopia di meteore e sulla strumentazione da utilizzare può visitare il forum dell'I.M.T.N. alla sezione: METEORE e BOLIDI: Spettroscopia e simulazioni  dove ci sono alcuni dei risultati ottenuti.

 


Ultimo aggiornamento: 06/04/2011

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