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Osservazione di tracce meteoriche
tramite radio doppler
Nell'osservazione e nel monitoraggio
di sciami meteorici è sempre stato un problema conciliare
osservazioni fatte visualmente con altre ottenute con tecniche radar
come il meteor-scatter. Questo è in parte dovuto al fatto che le
tecniche radar convenzionalmente adottate, hanno il limite di
rivelare solamente un innalzamento del livello del segnale nel
ricevitore, quando una traccia meteorica, superando la soglia di
rivelazione del sistema, appare nell'area di cielo che sta' sopra il
trasmettitore e contemporaneamente vista dal fascio d'antenna del
ricevitore. In breve, il segnale rivelato è costituito da una
singola misurazione, rispetto ad una soglia di per sè stessa
incerta.
Conseguentemente, è difficile mettere in relazione la magnitudine
assoluta della rivelazione radio con l'equivalente magnitudine
dell'osservazione visuale.
Questo articolo descrive un metodo di rivelazione di tracce
meteoriche tramite una tecnica radio-amatoriale la quale fornisce
maggiori informazioni quantitative sullo scattering delle tracce
meteoriche rivelate, che i metodi di radio-scattering tradizionali.
Il radio scattering: In genere l'energia di un segnale radio può
viaggiare dal trasmettitore a un ricevitore seguendo diverse
modalità di percorso; direttamente, seguendo un percorso per così
dire a vista, per via di onde di terra, da riflessione ionosferica,
da diffusione troposferica o da diffusione (scattering) da altri
oggetti illuminati dal trasmettitore e visibili dal ricevitore.
Fig. 1. Scattering
sopra l'orizzonte.
Il metodo usuale per rivelare tracce meteoriche, è il cosiddetto
“forward scatter“ (diffusione in avanti), esso consiste nell'usare
un segnale del trasmettitore la cui frequenza e distanza siano
selezionate in modo che il trasmettitore illumini l'orizzonte sopra
il ricevitore, ma al ricevitore non arrivi nessun segnale (o
comunque di entità irrilevante) tramite riflessione ionosferica,
percorso di terra o per via diretta. In pratica se la geometria del
sistema è ideale, una parte del segnale subirà uno scattering in
avanti verso il ricevitore, solo quando una traccia meteorica (o un
oggetto qualsiasi) comparirà nella zona di cielo illuminata dal
trasmettitore, ecco che allora nel ricevitore si udirà il segnale
del trasmettitore, in questo modo le meteore possono essere contate.
La figura 1 illustra il concetto dello scattering sopra l'orizzonte.
Il metodo doppler usa la stessa
geometria ma, non si limita a rivelare solo l'ampiezza del volume
del segnale che raggiunge il ricevitore, ma può misurare la
frequenza con grande precisione.

Se lo scattering è diffuso da un
oggetto in movimento, il suo segnale in arrivo al ricevitore sarà
affetto da uno spostamento doppler (doppler-shift). Esaminando lo
spettro del segnale diffuso si riveleranno informazioni sul
movimento della sorgente che provoca lo scattering. Dalla geometria
del percorso del segnale il doppler-shift (spostamento doppler)
rivelato è corrispondente alla variazione del percorso del segnale,
tra trasmettitore e ricevitore che viene diffuso dall'oggetto in
movimento, che, non è uguale al movimento dell'oggetto. Per esempio:
se il trasmettitore ed il ricevitore sono relativamente vicini e
l'oggetto è in avvicinamento ad entrambi, la variazione della
lunghezza del percorso trasmettitore-ricevitore è
approssimativamente il doppio della velocità dell'oggetto; nella fig.2,
l'oggetto riflettendo il segnale si muove di una distanza dx da A a
B, mentre la lunghezza del percorso tra trasmettitore-A-ricevitore,
differisce dal percorso trasmettitore-B-ricevitore di 2 dx.
Vi sono due tipi di velocità in un evento meteorico. La velocità
della stessa meteora, generalmente si tratta di decine di Km al
secondo, e la velocità della traccia ionizzata risultante
dall'evento che è uguale alla velocità dei venti in quote molto
alte, tra gli 80 e
i 100 Km di altezza.
Tipicamente la velocità dei venti a queste quote sono nell'ordine di
alcune centinaia di metri al secondo. La traccia lasciata dalla
velocità della meteora, dura frazioni di secondo, mentre quella
della scia ionizzata può durare da alcuni secondi a qualche minuto.
Scelta del segnale trasmittente: Il
metodo di rivelare piccoli doppler-shift impone che il segnale usato
come trasmittente, debba avere una portante (carrier) stabile e
abbastanza pura, cioè priva di spurie. Questa necessità esclude
l'uso di tutti i segnali modulati in frequenza (FM), come quelli
usati normalmente nella banda VHF 88-108 Mhz,lo stesso vale per la
componente audio della TV (anche questa in FM). Il sistema adottato
si basa sul monitoraggio di un segnale modulato in ampiezza (AM),
questo segnale consiste in una portante (carrier) di una certa
frequenza, es. 21.000 Khz; ai lati del carrier compaiono due bande
laterali, una di frequenza maggiore, ed una di frequenza minore del
carrier, la fig. 3 illustra la disposizione del carrier e delle due
bande laterali simmetriche di un segnale AM.
Fig. 3
Per rivelare il doppler-shift del segnale diffuso da una traccia
meteorica è necessario che il segnale trasmittente non includa le
bande laterali che potrebbero coprire l'effetto doppler. Per esempio
alla frequenza di un carrier di 100 Mhz, l'effetto doppler
corrispondente ad una variazione della lunghezza di percorso del
segnale riflesso di 400 m/s, dovrebbe essere 133 Hz; più alto in
frequenza è il carrier, piu' alto è proporzionalmente il
doppler-shift del segnale riflesso.
I tipici segnali video TV sono in AM, ma le bande laterali iniziano
a +/- 50 Hz che corrisponde alla componente più bassa del segnale
video, per questo motivo nel segnale video TV non vi è abbastanza
spazio tra il carrier e la più bassa componente delle bande laterali
per rivelare i segnali di doppler- shift riflessi dalla meteora.
I segnali delle emittenti broadcast in onde corte sono anch’essi
modulati in ampiezza, ma la frequenza di taglio delle bande laterali
sono intorno ai 300 Hz, cioè vi è una zona utile per rilevare il
doppler-shift di 300 Hz tra il carrier e le bande di modulazione
laterali. Con un carrier di frequenza che va dai 10 Mhz ai 100 Mhz
si hanno buone zone utili per la rivelazione del doppler-shift,
essendo la distanza tra il carrier e le bande laterali
sufficientemente larga per rilevare i doppler-shift.
Lo svantaggio dei segnali AM in onde corte è che questi segnali sono
fortemente riflessi dalla ionosfera, quindi serve molta attenzione e
pazienza nel scegliere un segnale AM: il trasmettitore deve essere
posto ad una distanza tale da non rivelare il segnale riflesso dalla
ionosfera, questo dipende dall'angolo incidente dell'onda del
trasmettitore rispetto alla ionosfera; nello stesso tempo il
ricevitore deve essere ad una distanza tale da non ricevere il
segnale per via diretta, questa zona d'ombra per i segnali diretti
viene chiamata “skip-distance”, questa distanza è in relazione con
la frequenza, e dipende dall'ora del giorno e dalla proprietà di
propagazione della ionosfera (legata anche all'attività solare).
Fig. 3. Radar di Graves, Digione, Francia.
Utile ai nostri scopi risulta essere
il segnale emesso dal Radar di Graves (fig.3), vicino Digione,
Francia. Questo radar è attivo dal Gennaio del 2006, trasmette sui
143.050 Mhz, senza modulazioni 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Nato per
monitorare i detriti spaziali orbitanti intorno la terra, illumina
la fascia di cielo mostrata in fig. 4 e quindi ideale per chi
volesse cimentarsi nel meteor scatteing dal centro-nord Italia.
Fig. 4. Area di cielo illuminata dal radar di
Graves.
A questo punto abbiamo bisogno di un
programma per la visualizzazione del segnale doppler. Vi sono
parecchi programmi in grado di digitalizzare un segnale audio per
poi produrre una uscita grafica che rappresenti le varie frequenze e
il loro andamento nel tempo, in pratica si tratta di produrre uno
spettrogramma. A tale scopo suggeriamo il software Spectran, ottimo
compromesso fra completezza e facilità d'so e per di più freeware (Fig.
5).

Fig. 5. Schermata software Spectran.
Centrando la schermata sulla frequenza di 1Khz, si può seguire il
segnale del carrier e, sopra e sotto questo, le due bande laterali;
tra il carrier e le bande laterali vi è la zona dove si rivelano i
segnali doppler riflessi da un oggetto illuminato dal trasmettitore
e visto nel medesimo tempo dal ricevitore. Il segnale doppler se
appartiene ad esempio ad un aereo (molto frequente nel mio caso) in
avvicinamento, verrà evidenziato con la comparsa di un segnale più
debole del carrier che ha inizio qualche decina di Hz sopra il
carrier stesso (il percorso del segnale riflesso dall'aereo è più
corto del percorso che segue il segnale del carrier) , per poi
passare in un certo tempo (legato alla velocità relativa dell'aereo)
a essere sovrapposto al carrier (l'aereo in questo caso non ha
doppler-shift perche il percorso dell'onda riflessa e uguale al
percorso dell'onda ricevuta dal ricevitore del carrier); in seguito
il segnale doppler si abbasserà al di sotto del carrier per sparire
in concomitanza dell'inizio della banda laterale inferiore.
Nel caso di una traccia meteorica, ci si aspetta una traccia di
intensità proporzionale all'energia dell'evento, e della durata di
una frazione di secondo, o al massimo di qualche secondo (bolidi
lenti). La velocità della meteora potrà essere misurata con
sufficiente precisione osservando l'angolo del doppler shift
rispetto al carrier: più l'angolo è acuto, più la velocità della
meteora è elevata. Da questo è possibile risalire all'appartenenza
della meteora ad un particolare sciame. Inoltre è possibile seguire
l'evolversi della scia ionizzata per alcuni secondi o anche minuti,
prima che i venti in quota la disperdano; è probabile che ogni
evento meteorico di una certa entità sia associato ad una coda con
velocità più bassa dell'ordine di alcune centinaia di metri al
secondo (dipendente dalla velocità dei venti in quota), in questo
caso la traccia viene rilevata con una caratteristica forma a uncino.
Fig. 6. Scanner radio Yupiteru MTV7100.
Conclusioni: La tecnica del doppler-shift è molto promettente in
campo amatoriale e consente dopo un periodo di rodaggio e
affinamento delle tecniche strumentali di ottenere validi
monitoraggi di sciami meteorici, non solo dal punto di vista
quantitativo ma anche sotto l'aspetto qualitativo. Il problema
principale stà nella pazienza nel trovare un carrier adatto . Per
chi volesse cimentarsi utilizzando il segnale di Graves è possibile
allestire una stazione di ricezione piuttosto facilmente. Basta un
ricevitore radio capace di coprire i 143.050 Mhz in banda SSB come
lo Yupiteru MVT7100 (Fig. 6) ed una antenna yagi a 4 elementi
centrata sui 144 Mhz, facilmente reperibile sul mercato a prezzi
veramente modici (Fig. 7).
Fig 7. Antenna yagi 4
elementi per 144 Mhz.
Fonte: International Meteor Organism (IMO)
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